DIARI

“Sabato 9 marzo 2024

Notte; verso l’1.30 piove forte, scendo di casa e corro a prendere le sigarette al distributore.
Quando rientro – dopo 10 min. – ha quasi smesso: il giardino condominiale risuona di piccoli schiocchi, l’acqua gocciola da grondaie e balconi e dall’erba sono uscite le lumache; c’è una grossa chiocciola sullo zerbino davanti all’ingresso della palazzina.
Ha il corpo quasi tutto fuori dal guscio, proteso verso il vetro della porta; forse è attratta dalla luce dell’atrio.
“Toh; una chiocciola!”, didascalizzo io; “Anzi… Une escargot!”

Giocando a tornare bambino affetto stupore e curiosità: prendo la creatura per il guscio e la stacco delicatamente dallo zerbino, poi comincio a parlarle, come in una fiaba: “Hey! Ma si può sapere dove vai? Guarda che se non citofoni a qualcuno tu nel palazzo non entri, veh!… Al massimo rimani appiccicata sul vetro della porta e il primo che esce domattina ti stacca da lì con la punta dell’ombrello… Magari dopo averti buttata a terra ti schiaccia anche, sai?”
Il gasteropode si ritira tutto nel suo guscio ma io, immerso in quella scenetta che voglio trovar stramba e un po’ poetica, continuo a fargli la ramanzina; m’esce una vocina querula e fessa, me ne compiaccio e inquieto al contempo.
(Forse sto cercando di parlare alla chiocciola come mia nonna parlava a me da piccolo)

“E dimmi, dimmi un po’: da chi andavi? Dalla vecchietta che abita sotto di me? E a far cosa, poi? Non lo sai che a quest’ora dorme? O andavi forse dalla mia vicina, 4° piano, porta di fronte alla mia? Beh, dormirà anche lei.… Ormai qua dormono tutti, lumachina mia, e se non fosse per il fatto che avevo finito le sigarette dormirei anch’io… Ma forse per te è una fortuna che le avessi finite, così son sceso a prenderle e rientrando, vedi? Ora ti salvo!”
Aveva intanto ricominciato a piovere; tornato nel giardino condominiale con la chiocciola in mano l’ho lanciata in fondo al prato umido, lontano da asfalto, vialetti e cemento.

Mi sentivo davvero buono, bonario, bonaccione e financo un po’ buonista; era piuttosto bello. Poi ho cominciato a pensare che tutta questa bontà mai – dico M.A.I.- nella mia vita è stata premiata, che so? Da uno sgravio fiscale, da una vincita al lotto, da un bonifico inaspettato, e così m’è passata di colpo tutta la sdolcinatezza e anche la sollecitudine fasulla, ho ricominciato a incazzarmi e a rimuginare sulle spese condominiali, sulle rate per il riscaldamento e in generale sullo strapotere dei S.O.L.D.I., questi cazzo di soldi, minchia anche quest’anno ho passato l’inverno al freddo!”

Diario dell’escargot

“Sabato 9 marzo 2024

Io… IO NON POSSO CREDERCI! E’ arrivato verso le 2 di notte, il coglione, e MI HA SBATTUTA VIA!!!
Tutta sera per arrivare almeno fin davanti alla porta; sapevo anche un trucco per sbloccare la serratura e… E pensare che STAVO ANDANDO DA LUI, proprio da lui, il fumettista del cazzo del 4° piano, serbando nel guscio un cartiglio con i numeri vincenti del prossimo SuperEnalotto! Che poi, anche trovandoseli in bella vista sulla soglia di casa, chissà se li avrebbe giocati?… E infine, perché darli proprio a LUI?
Comunque, pare che per ripristinare delicatissimi, cosmici equilibri nell’eterna lotta tra il bene e il male bisognasse sommamente favorire questo demente qua, e per consegnargli la magnifica sestina son stata scelta PROPRIO IO, vai tu a sapere… Ma le divinità non potevano inviare un condor, con un biglietto nel becco da lasciare sul balcone? O una scimmietta, una bella ragazza, non so… No, mandano ME, che per raggiungere il 4° piano ci avrei messo altre 10 ore, e… E quando sono quasi a metà strada arriva lui, ‘sto pirla coi zoccoli, che mi stacca dallo zerbino, mi parla con una vocina da pazzo e poi, come fossi un giocattolo, mi lancia di nuovo in fondo al prato!
Ora io dico, ma COME SI POTRANNO MAI ristabilire delicatissimi, cosmici equilibri favorendo simili teste di cazzo? E cosa c’entra l’eterna lotta tra ilbeneilmale coi cartigli del SuperEnalotto, miraggio dei poveracci? Che alla fine ‘sti numeri vincenti della prossima estrazione a ben guardare ce li ho ancora qua nel guscio; anzi, se qualcuno vuole saperl  “

(Il diario si interrompe in questo punto: l’escargot – che nel corso della notte piovosa era riuscita a riguadagnare il vialetto e la rampa di cemento dei box – è stata schiacciata alle 8.19 da un’auto in uscita dal condominio, un’Audi 2 grigia guidata da una signora un po’ stronza di 64 anni, piuttosto squattrinata anche lei)

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