14 gennaio 2020

MANSUETA


Ravviso il concepibile
del tuo furiA, incoercibile
e le escursioni dell’ ardente
che, in te,
brina le rocce, dilaniante.

E non fragori
i decibel
che domi infrangibili
come al ricetto di campane
devote di clemenza, atòne.

Cio che nella tua quiete detona
ed il tormento che lambisci pazienza,tra manometri smaniosi
agili a lava esplosa,se non fosse per indulgenza
a dominarne i pistoni
di cavalli vapori.


Eppur con me sei mansueta,
ed ho sapore che sia amore
la scolastica
di questa tua devozioneche come patrimonio ne ammasso,
previdente e dimesso.

.
E Tu consapevole, velata d’accenno,
pur se di questo mite ripostiglio,
concilio di tellurico giaciglio,
mai te ne rendo senno.

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