MANSUETA
Ravviso il concepibile
del tuo furiA, incoercibile
e le escursioni dell’ ardente
che, in te,
brina le rocce, dilaniante.
E non fragori
i decibel
che domi infrangibili
come al ricetto di campane
devote di clemenza, atòne.
Cio che nella tua quiete detona
ed il tormento che lambisci pazienza,tra manometri smaniosi
agili a lava esplosa,se non fosse per indulgenza
a dominarne i pistoni
di cavalli vapori.
Eppur con me sei mansueta,
ed ho sapore che sia amore
la scolastica
di questa tua devozioneche come patrimonio ne ammasso,
previdente e dimesso.
.
E Tu consapevole, velata d’accenno,
pur se di questo mite ripostiglio,
concilio di tellurico giaciglio,
mai te ne rendo senno.
