26 agosto 1719

“_ Il portoncino é basso. Attento alla testa ora che entrate Mein Ritter.
_ É così inatteso che, in questa notte così buia, mi consentiate l’accesso alla vostra balaustra d’osservazione, mia Signora.
_ Ho piacere a condividere con voi ciò che mi appassiona…
_ …eppure fino a qualche tempo fa sarebbe ancora mistero ciò che celavate in quella che chiamate la stanza dell’astrolabio.
_ Venite, osservate la volta celeste dal mirino del mio telescopio.
_ Quanto é angusto, devo stendermi per guardare…
_ Poggiate pure il vostro capo sulle mie gambe.
_ Ora vedo!
Ma é uno spettacolo meraviglioso!
Una distesa infinita d’astri luminosi, mi abbaglia un mare di mille, mille ed una stella…
[…]
_ É spuntata l’alba Mein Ritter, temo non vediate più alcuna stella…
_ È verità Madame, sono sparite e non v’è telescopio o binocolo da campo che mi consenta di osservarle, eppure di quelle mille fugate, una é restata ed é increscioso che non possiate ammirarla come io l’ammiro.
Quella stella siete Voi, Madame.”

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