03 agosto 2019

“_ Venite pure, Mein Ritter, qui sul patio c’è ombra. Gradite del thè freddo con cetrioli?
_ Grazie mia Signora, questa arsura mi rende ancora più penoso camminare…
_ Stavo pensando a quando ci siamo incontrati…
_ Vi ascolto Madame.
_ Vi ricordate se avete fatto o predisposto qualcosa affinché quel giorno ci incontrassimo?
_ Certo! Da tutta la vita predisponevo la catena, seppur inconsciamente. Ed anche Voi ne ricamaste l’ordito.
_ La catena?
_ La catena, mia luminosa Principessa.
Immaginate un carillon e la melodia che ne scaturisce pacificando il cuore.
Essa non é altro che frutto di una catena di ingranaggi, molle e bilancieri, la cui trasmissione trasla dall’uno all’altro ed in cui anche la più minuscola ghiera è essenziale al tutto.
Un valzer di incastri misteriosi nella loro armonia, così come lo sono gli eventi, le scelte, i bivi, gli azzardi che abbiamo imboccato, nelle nostre vite; senza sapere che, oggi, ci avrebbero condotti tra le nostre reciproche braccia.
Ogni nostra scelta di vita, anche la più insignificante, é stata uno degli anelli della catena del destino.
Incolti ingranaggi di un carillon la cui sequela, come in un’apparente recita a soggetto, esonda in questa melodia che verga i nostri cuori.”

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